Aerografia - applicazioni pratiche HOMEPAGE  
Harley Davidson
 
Applicazioni pratiche
Per alcuni artisti l'uso dell'aerografo è stato vitale quanto lo è per gli illustratori. Infatti certe sottigliezze quale la morbidezza, l'omogeneità e la finitezza dell'immagine sono proprie dell'aerografia. Charles Burdick, l'inventore dell'aerografo, era un acquerellista e un suo autoritratto bellissimo eseguito con l'aergrafo è testimone della sua abilità. Tanti artisti come lui usano l'aerografo a mano libera senza l'utilizzo di mascherine. Gli illustratori, dovendo seguire linee rigide, raramente lavorano a mano libera.
Un altro dei primi quadri eseguiti con l'aerografo è un paesaggio marino di Sidney G.Winney che vinse il concorso di pittura con aerografo tenutosi a Parigi nel 1904. L'esistenza di questi concorsi denota l'interesse verso questo nuovo strumento sebbene non era ben accolto negli ambienti delle belli arti, ne come strumento da utilizzare ne come metodo da insegnare. In quell'epoca i pregiudizi contro la meccanizzazione dell'arte erano forti e diffusi.
Un artista molto noto che si interessò all'aerografo fu Man Ray (1890-1977), americano di nascita, pittore, fotografo, regista. Visse a Parigi tra le due guerre e fu uno dei personaggi di spicco del surrealismo. Noto per le sue Rayografie, sperimentò la pittura con l'aerografo e chiamò i lavori risultati aerografie. Man Ray ne apprezza la somiglianza con la fotografia. L'aerografo però era ancora respinto nei circoli artistici e le sue aerografie gli procurarono critiche e ostilità.
Dopo la seconda guerra mondiale il centro d'interesse nel mondo dell'arte si spostò dall'Europa agli Stai Uniti, e dalla pittura figurativa a quella astratta. Gradualmente le tecniche anticonvenzionali si fecero strada. David Siqueiros (1896-1974) usava le tecniche a spruzzo (aerografi, pistole a spruzzo) per i suoi murales e Jackson Pollock (1912-1956), personaggio importantissimo di questo periodo, sperimentò a lungo il lavoro con l'aerografo nel laboratorio di Siqueiros. L'artista francese Yves Klein (1928-1962) attaccò le convenzioni con le sue tele completamente coperte di un blu chiaro e vibrante steso con l'aerografo. Nella serie Anthropometry lavorava a spruzzo attorno le modelle distese sopra la tela, formando delle silhouettes fantastiche e distorte.
INDIETRO
WEBDESIGN DIGIVAL