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L'immagine a spruzzo
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L'aerografo è senza dubbio
il sistema a spruzzo più sofisticato e versatile, e il colore
vaporizzato ha da sempre esercitato il suo fascino. L'immagine a spruzzo
è vecchia quanto la pittura: nelle pitture murali di Lascaux
in Francia si può infatti vedere il contorno di una mano umana
ottenuta spruzzando il colore attraverso un bastoncino cavo o un osso.
Questa tecnica costituisce l'ante litteram dell'uso di spray e mascherine,
ed è proprio lo steso principio di quanto oggi si fa con mezzi
più sofisticati. E' facile supporre che la pittura a spruzzo
fosse apprezzata dai cacciatori di Lascaux per la sua resa più
veloce ed efficiente delle loro immagini propiziatorie di enormi animali
visto le grandi superficie dipinte- funzione che soddisfa tuttora.
Un uso più recente della pittura a spruzzo riguarda i graffiti
comparsi in città. La maggior parte, tranne qualche eccezione
geniale, manca di poesia e di stile. L'uso delle bombolette spray
originalmente create per ritoccare le carrozzerie di auto o oggetti
di casa, serve solo per scrivere o disegnare velocemente idee personali
talvolta banali, ma lo spray conserva il suo potere di attrazione.
Nei primi anni settanta apparvero a New York disegni e scritte a spruzzo
che ricoprivano muri interi delle stazioni della metropolitana e degli
stessi vagoni: un esplosione di colore che protestava o celebrava
la vita urbana, diventando rivale della pittura degli artisti moderni
più quotati. Il valore estetico era immediatamente percepibile,
dando una luminosità ai contrasti brillanti che la solidità
delle pennellate non può avere.
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